Sosta nr. 7
Riferimenti archeologici
Alcuni dei reperti rinvenuti nel corso degli anni nel territorio del Comune di Tuoro riportano iscrizioni in lingua etrusca. Il loro numero è esiguo, ma i testi sono piuttosto lunghi e quindi molto importanti.
Sicuramente da Tuoro proviene il cosiddetto Putto Graziani, una statua in bronzo raffigurante un bambino con in mano un uccellino, che doveva rappresentare probabilmente un ex-voto, cioè l’oggetto dedicato ad una divinità. Questa funzione è confermata dal testo etrusco, inciso su una gamba del bambino: fleres tec sansl cver, in cui l’oggetto è dichiarato dono (cver) della (o alla) divinità (fleres) Tec Sans (tec sansl).
Questa dedica riporta il nome di una divinità, Tec Sans (“Tec il genitore”?) nota, oltre che dalla mappa astrale rappresentata sul Fegato di Piacenza (come tecvm), solo dall’iscrizione incisa sull’Arringatore, la grande statua etrusca la cui provenienza è ancora discussa. L’iscrizione dell’Arringatore è: aulesi metelis ve vesial clensi cen flere´s tece sansl tenine tyines xisvlics.
Purtroppo il testo dell’epigrafe non è completamente traducibile, ma sembra comunque chiaro che in favore di Aule Meteli (aulesi metelis), figlio di Vel e di una Vesi (ve(lus) vesial clensi) “questo qui” (cen), probabilmente la statua, della (o alla) divinità Tece Sans (fleres tece sansl), è (forse) donato (tenine).
Il fatto che entrambe le iscrizioni presentino un riferimento a Tec(e) Sans (o Tec(e)sans?), ha indotto molti studiosi ad ipotizzare la presenza, nel territorio di Tuoro, di un santuario legato a questa divinità, in cui fossero stati dedicati sia il Putto Graziani, sia l’Arringatore.
Un altro rinvenimento che collega Tuoro e l’epigrafia etrusca è quello della Tabula Cortonensis.
In questa tavola di bronzo, rinvenuta nella campagna cortonese e databile all’inizio del II sec. a. C. circa, è riportato il testo etrusco di una compravendita di terreni tra varie persone della città. In un passo si fa riferimento ad un terreno che si trova celti nêitiss tarsminass ovvero “nel territorio del Lago Trasimeno”.
Dato che, tra i terreni che circondano il lago, solo quello che va da Tuoro a Borghetto rientrava nella sfera di influenza della città di Cortona, è probabile che il riferimento contenuto nella Tabula alluda proprio ai terreni pianeggianti, vicini al lago stesso, dell’odierno Comune di Tuoro.